Alcuni hanno sollevato obiezioni sull’utilità, la bontà e la
legittimità del gruppo dei Giovani Democratici. Mi spenderò per tentare di
contrastarli, esponendo le nostre ragioni e i nostri obiettivi, e spero mi
leggerete facendo vostro il saggio principio
secondo il quale la verità assoluta non esiste, ma in realtà
se ne possono apprezzare molte facce, molte sfumature.
Noi, Giovani Democratici, siamo un gruppo di ragazzi che si
sono aggregati, inizialmente sulla scia dell’affiatamento generato da un
semplice Cineforum.
Tra un film e l’altro e le relative discussioni, abbiamo
maturato l’idea che il momento storico che vivevamo ci forniva un’occasione
irripetibile per poter contribuire in qualche modo ad una rivoluzione del fare
politica, tanto necessaria quanto ambiziosa ed impegnativa. L’opportunità che
dovevamo agganciare era la nascita del Partito Democratico.
Spinti anche da questa convinzione, molti di noi si sono
iscritti all’APD, di cui condividiamo pienamente gli obiettivi.
Abbiamo ritenuto utile però far nascere parallelamente anche
il movimento dei “Giovani Democratici”, che affianca l’APD, sostenendolo, per
cui pensiamo sia una risorsa, ma nel contempo anela ad essere il continuo
stimolo a mantenere alta la guardia sul mondo giovanile, i suoi disagi, le sue
istanze, le potenzialità celate nei suoi rappresentanti, come pure un bacino da
cui attingere per il rinnovamento della classe politica dal quale non sia
possibile prescindere.
Quale maggiore legittimazione se non la richiesta dal basso?
La nostra richiesta?
Quella stessa legittimazione dalla base che dovrebbe portare
democraticamente alla nascita di un partito nuovo, quello Democratico.
I giovani sono detentori di capacità che, chi non lo è più,
in genere ha perso: solo grazie a loro è possibile muoversi agevolmente
nell’intricato e complesso mondo giovanile, in continuo mutamento,
sensibilizzandolo e facendo informazione anche politica. La logica dice che la
propensione naturale è quella di ascoltare il proprio simile, no?
Non vorremmo più sentire in futuro le affermazioni:
“Vorremmo giovani, vorremmo donne, ma non li troviamo”. Perché ci sono, e noi
ne siamo la testimonianza concreta e riteniamo che siano constatazioni di puro
comodo, per evitare di cambiare lo stato delle cose, utilizzate ad hoc dai
privilegiati che detengono il potere e anelano a perpetrare questa loro
condizione.
Visto che la concretezza conta molto più di tante parole,
terrei a precisare che, in pratica, oltre a realizzare cineforum con proiezione
di film che vogliono far riflettere e discutere su tematiche di primaria
rilevanza per la formazione di una coscienza civile, organizziamo incontri e
dibattiti pubblici con esponenti politici, delle istituzioni e di altri ambiti,
gestiamo il nostro sito, ed abbiamo in cantiere il progetto di aprire un forum
di discussione ove promuovere il confronto.
Alcuni di noi hanno speso del loro per acquistare
quest’ultimo, come pure per avere spillette e striscione , o investito
parecchio tempo per renderlo attivo o per dar vita alle nostre iniziative, e
questo non può che attestare che crediamo in ciò che facciamo, visto che ci
siamo esposti con i nostri esigui mezzi e il prezioso tempo.
Ci siamo fatti promotori di una petizione a sostegno degli
sforzi volti ad impedire che, soggetti con condanne passate in giudicato,
possano candidarsi e all’estromissione dal Parlamento di persone macchiatesi di
accertate colpe gravi.
Riteniamo che i Parlamentari rappresentino lo Stato,
l’intera cittadinanza italiana, contribuiscano a formare con la loro condotta
l’immagine del nostro Paese nel mondo e debbano essere quindi persone
integerrime.
Il nostro progetto principale è l’attiva partecipazione alla
costituzione del Partito Democratico.
Crediamo fermamente che il PD debba nascere secondo alcuni
principi basilari che lo dovranno differenziare dai partiti tradizionali
esistenti.
Stiamo facendo dei notevoli sforzi per presentarci compatti,
evitando la frammentarietà della nostra voce nei confronti dei politici, che
renderebbe vana la speranza che nutriamo nel rinnovamento conseguente la
nascita del PD.
Gli attuali ed i futuri leader del PD dovranno per forza
essere una classe dirigente “illuminata”, che intende la politica come
servizio, con orecchie tese ed occhi aperti sulla realtà, in particolar modo
giovanile, che è il futuro di questo Paese, pena la morte per asfissia sul
nascere del Partito Democratico, per la disaffezione della cittadinanza, la
base che concede la propria fiducia con il consenso, ma se tradita nelle sue richieste
e aspettative, non tentenna a revocarlo.
Abbiamo commesso qualche errore, certo, ma siamo giovani,
inesperti e muniti di tanto entusiasmo e voglia di fare.
Il dubbio che mi sorge é che forse siamo stati troppo attivi promuovendo
tante iniziative, ma questo non è e non deve essere un nostro problema.